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Valdes

Francesco Uboldi

Italia Italia, 2008 - 1'

 TRAMA

L’acqua è un bene insostituibile al quale, purtroppo, gran parte della popolazione mondiale non può accedere con facilità. In particolare è il continente africano a soffrire in maniera sempre più drammatica della cattiva distribuzione di questa risorsa, fondamentale non solo per la vita, ma anche per la crescita economica di intere regioni. L’acqua assume quindi un’importanza politica. Attraverso le immagini del piccolo Valdés, abitante di un villaggio rurale del Camerun, Francesco Uboldi ci illustra in modo semplice e diretto quanto importante e rara sia questa risorsa.


 REGISTA

Biografia

Francesco Uboldi, nato nel 1977, ha studiato in Virginia (USA) e presso l'Università  di Bologna, dove, all'interno del Dipartimento di Comunicazione, ha fondato un laboratorio di comunicazione multimediale, suo punto di partenza per la realizzazione video. Attualmente è dottorando in Comunicazione presso l'Università  della Svizzera Italiana, collaborando, come docente di nuovi media e video, con il Master di Giornalismo dello Iulm di Milano. La sua filmografia comprende i documentari Rom, musicisti sotterranei (2004), Il libro dell'acqua (2004), presentato all'edizione 2005 di CinemAmbiente, L'attesa (2005), Chi ce lo fa fare! (2005), Sulla strada per Bagan (2005), presentato all'edizione 2006 di CinemAmbiente, Jean Paul (2006), e i cortometraggi A bocca chiusa (2004), Speculazioni filosofiche intorno al piacere (2006), La fine prima che arrivi (2008).

Dichiarazione

«Vivere in un villaggio senz’acqua corrente è per un europeo un’esperienza che lo riporta alla percezione del valore più autentico di questo bene insostituibile. Per un africano, invece, la percezione di quanto l’acqua sia preziosa è pressoché istintiva. Emerge, come insegna Valdés, molto prima che si abbia l’età per andare a fare provviste lungo il ruscello qualche chilometro più a valle. Questo frammento di vita quotidiana è stato filmato nel villaggio di Baloum, in Camerun. Proprio qui si svolge buona parte della narrazione di Terzo mondo, primo, terzo che sarà il mio primo lungometraggio».

Francesco Uboldi


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