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Il Martini e la ricetta della sicurezza

Francesco Uboldi

Italia , 2011 - 12'

 TRAMA

In una realtà d'avanguardia per certificazioni e adeguamenti tecnologici, è comunque la cultura aziendale a fare la differenza in fatto di sicurezza

Azienda Martini&Rossi

Rispetto agli interventi tecnico-ingegneristici sulla sicurezza, la Martini&Rossi è assolutamente all'avanguardia. Eppure, il nodo fondamentale sembra stare da un'altra parte: più che nelle evidenze tecniche e nelle certificazioni ufficiali, nella cultura aziendale. Di qui la scelta di guardare a questa realtà industriale, storico emblema del made in Italy, come a una “grande famiglia”, prendendo a prestito la definizione di molti dei suoi dipendenti. E raccontandone il percorso in fatto di sicurezza sul lavoro attraverso la ricetta del suo prodotto più celebre, il Martini.


 REGISTA

Biografia

Alessandro Nucci nasce a Cosenza nel 1984. Frequenta il Dams dell’Università della Calabria mentre lavora per una società di produzione televisiva locale come cameraman e montatore. Dopo la laurea si trasferisce a Roma, dove continua a collaborare come operatore di ripresa con società di produzione e service televisivi, girando per programmi di approfondimento giornalistici della Rai e di La7. Alla fine del 2007 inizia una collaborazione con Medici Senza Frontiere, per cui realizza alcuni reportage fra Italia, Africa e America Centrale. Con “Una Stagione all’Inferno” racconta la vita dei migranti che lavorano come stagionali nel Sud Italia, e vince nel 2008 il Premio Ilaria Alpi nella sezione giovani, il Premio Guido Carletti e riceve una menzione speciale al Premio Internazionale del Documentario e del Reportage Mediterraneo. Successivamente prosegue il lavoro da operatore e direttore della fotografia per quattro brevi documentari sulla distrofia muscolare realizzati per conto dell’UILDM e per “(R)esistenza”, produzione olandese sul quartiere napoletano di Scampia. Collabora anche con l’agenzia pubblicitaria Ogilvy&Mather per la comunicazione di Ford Italia. Nel 2010 cura la regia e la fotografia di “Rischio Residuo” ed entra a far parte della squadra del programma di Rai 2 “Annozero”.

Margherita Pescetti nasce a Milano nel 1981, laureata in antropologia nel 2005 a Siena, nel 2006 segue a Roma un corso in scrittura cinematografica e nel 2008 il master in regia di documentari presso lo IED di Venezia.
Come sceneggiatrice scrive “Sforbiciate” “Il lupo e la luna” con cuivince una menzione speciale ed una pubblicazione in “Son tutte belle le mamme del mondo. Ovvero: Storie di ordinaria discriminazione” (Ed.Cleup, Padova) “La Casa Di Leyla” cortometraggio in produzione con il supporto della Regione Lazio.
Come videomaker (operatrice e montatrice) realizza alcuni video tra cui: o “Kalandia Children” (Palestina) presentato a Roma nell’ambito del Social Art Festival.
o “Capaci di Futuro” video promozionale per l’associazione di ludopedagogia Re.La.Jo o “Videointerviste” ad artisti romani per il canale web Arteduepuntozero. Il suo primo lavoro documentario (di cui segue regia, fotografia e montaggio) è un cortometraggio dal titolo “L’Arca di Noé” con cui vince una segnalazione al Delta Film Festival nel 2009. Ha appena terminato il suo primo lungometraggio dal titolo “Russulella” documentario biografico sulla vita del più vecchio femminiello dei Quartieri Spagnoli di Napoli.

Alessandro Pugno è nato a Casale Monferrato nel 1983 sulle colline piemontesi. Ha studiato filosofia a Bologna, dove ha mosso i primi passi nel mondo delle immagini come assistente fotografo per riviste di architettura. In seguito ha trascorso alcuni anni dedicandosi alla sua vera formazione: i viaggi in vespa, treno e nave tra Italia, Francia, Grecia, Spagna e Portogallo, alla scoperta di gente, luoghi ed ispirazioni. Le impressioni di quell’epoca di viaggi confluiranno in una mostra fotografica dal titolo “La giostra” tenutasi a Siviglia nel 2005 e nella raccolta di poesie “Fili d’oro tra le ortiche”, che riceve una menzione speciale nel prestigioso concorso “Premio Lorenzo Montano” del 2006.
Dopo un periodo trascorso in Spagna lavorando come montatore di documentari, nel 2008 torna in Italia per creare la Papavero Films, con cui gira il suo primo film come regista “La culla delle aquile”. Il film viene premiato e selezionato in vari festival in Italia e all’estero. Nel 2008 ha frequentato una masterclass di scrittura con Werner Herzog, uno dei più grandi registi viventi. Scrive per riviste sul web e blog, dedicandosi all'analisi del nostro tempo attraverso una ricerca filosofica di tipo visivo ed estetico che sta alla base anche della sua attività cinematografica: è possibile fare filosofia attraverso le immagini?

Nato nel 1977, Francesco Uboldi ha vissuto a Saronno, studiato prima in Virginia (USA) e poi all'Università di Bologna. Qui, all'interno del Dipartimento di Comunicazione, ha fondato un laboratorio di sperimentazione multimediale attraverso cui, dopo lo studio teorico, ha intrapreso la pratica della produzione video.
Oggi, sempre in ambito accademico, collabora in qualità di docente (nel campo dei nuovi media e del video) con il Master in Giornalismo dell'Università Iulm di Milano.
Come regista, sta ora lavorando al suo primo lungometraggio ("Terzo mondo, primo, terzo", un documentario girato quasi interamente in Camerun e oggi prossimo alla post-produzione). Al momento ha realizzato, tra gli altri, questi cinque documentari brevi, tutti selezionati e premiati in numerosi festival italiani e stranieri.
"Dieci chili di mare" (2009); "Valdés" (2008); "Jean Paul" (2006); "Sulla strada per Bagan" (2005); "Il libro dell'acqua" (2004); "Rom, musicisti sotterranei" (2004).

Dichiarazione

Per sconfiggere la piaga delle morti e degli incidenti sul lavoro il primo passo è quello di un cambiamento culturale finalizzato alla prevenzione del rischio. Partendo da questa convinzione INAIL Piemonte, Museo Nazionale del Cinema e Festival CinemAmbiente hanno prodotto cinque brevi documentari sulle buone pratiche di sicurezza sul lavoro.

I film, della durata di circa dieci minuti ciascuno, documentano la realtà di alcune aziende piemontesi, appartenenti a diversi settori produttivi, che si sono distinte per il loro impegno nel realizzare soluzioni avanzate per la prevenzione del rischio dei lavoratori e dell’ambiente. Obiettivo del progetto è portare a conoscenza esempi concreti su come si possono metter in pratica standard elevati di sicurezza sui luoghi di lavoro per stimolare un processo di emulazione: da qui il titolo ”Sicurezza si può”.

I lavori sono stati realizzati da cinque giovani promesse del cinema italiano (Paolo Ceretto, Alessandro Nucci, Margherita Pescetti, Alessandro Pugno e Francesco Uboldi ), vincitori di un concorso nazionale che ha visto la partecipazione di oltre cento candidati. Dopo un anno di ricerca, preparazione e realizzazione, i registi sono riusciti nella difficile impresa di documentare casi positivi di sicurezza sul lavoro.

Dopo l’anteprima i film parteciperanno a festival specializzati, verranno distribuiti in dvd, proposti alle televisioni italiane e messi a disposizione via internet.


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